Resoconto del lavoro fatto dalla commissione bullismo
Progetto sulla legalità, dal titolo "Intervento di educazione alla legalit
Tra dicembre e gennaio, alcuni membri della commissione bullismo, della Camera Minorile di Capitanata, insieme ad una psicologa, hanno portato un progetto sulla legalità, dal titolo "Intervento di educazione alla legalità- Un percorso di ascolto del minore tra bullismo e devianza", in una scuola media superiore di un paese della provincia di Foggia. Qui, i promotori di tale progetto, hanno incontrato dei ragazzi che frequentano il biennio.
Durante gli incontri, in totale quattro, sono stati aperti degli spazi di discussione libera, dalla quale sono emersi diversi problemi di devianza presenti nelle classi che hanno preso parte agli incontri.
E così, è emerso che, in una classe, sono quasi quotidiani i fenomeni di atti di bullismo, compiuti da un gruppetto di ragazzi nei confronti di un loro compagno. Giorgio, così chiameremo la vittima, per rispetto della sua privacy, che ha un carattere, che lui stesso definisce particolare, poiché riconosce di essere facilmente irascibile, subisce infatti, quasi ogni giorno, le cattiverie dei suoi compagni di classe, i quali consapevoli del carattere che egli ha, lo stuzzicano, a volte verbalmente, a volte fisicamente(con sberlotti, ed altro), fino a quando lui, che è molto più grosso e potente dei bulli, non reagisce con violenza.
A loro, ai bulli, tale reazione violenta, dicono loro stessi, li diverte.
In una altra classe invece, viene fuori che i comportamenti devianti sono ancora più gravi. Raccontano infatti, le ragazze, di come, alcuni loro compagni di classe, recentemente, approfittando del fatto che per via di uno sciopero, la classe era rimasta scoperta, abbiano iniziato un gioco nel quale alcuni, dettavano dei comandi, ed altri eseguivano i comandi dettati. Raccontano però le ragazze, di come il gioco sia stato spinto fino al punto che, chi comandava ordinasse agli altri di abbassarsi i pantaloni. Raccontano ancora, dello scalpore che tale episodio ha suscitato in tutto l'istituto e, anche fuori l'istituto, e di come abbia inciso negativamente sulla classe, nella quale non regna più serenità bensì, tensione. Raccontano di come, l'accaduto abbia spinto alcune loro compagne ad abbandonare quella scuola per trasferirsi in un altra. E di come, loro, che sono rimaste, vivano male in quel ambiente scolastico che non sentono più familiare, poiché, nessuno è stato capace di proteggerle, né prima, evitando loro un tale simile spettacolo, nè dopo, punendo in maniera adeguata, chi si è reso autore di tale disgustoso episodio.
Gli incontri si sono conclusi, con l'auspicio, specie dei ragazzi, che in un futuro alquanto prossimo, ci possano essere ancora degli adulti pronti ad ascoltarli e sopratutto pronti a renderli edotti delle conseguenze giuridiche, che molti di loro hanno ammesso di non conoscere, di alcuni loro frequenti comportamenti.